Lunedì 11 maggio ore 21.00 (VO con sottotitoli in italiano)
Mercoledì 13 maggio ore 15.00 (in collaborazione con SPI di Ferrara – Lega di Cento)
Certe famiglie sembrano sopravvivere come sopravvivono le case battute dal vento del nord: inclinate, ferite, mai davvero al sicuro, eppure ancora in piedi. Mio fratello è un vichingo – The last viking entra proprio lì, in quello spazio fragile dove i legami di sangue si confondono con la colpa, con il ricordo, con l’impossibilità di tornare indietro. Anders Thomas Jensen firma un film che ha il sapore ruvido delle sue storie migliori: un cinema beffardo, malinconico, stralunato, capace di accarezzare il dolore con una risata sbilenca e di trasformare il grottesco in una forma lucidissima di umanità. Sotto la scorza eccentrica, tra corpi fuori asse e dialoghi che sembrano sempre sul punto di deragliare, pulsa infatti un racconto tenero e insieme spietato sul bisogno di essere visti, riconosciuti, amati, anche quando non si è più in grado di riconoscere sé stessi.
https://www.cinemadonzucchini.it/wp-content/uploads/2026/04/mio-fratello-e-un-vichingo.jpg25601828Leonardo Cenacchihttps://www.cinemadonzucchini.it/wp-content/uploads/2017/11/DON-ZUCCHINI-def-nero_rect-300x116.pngLeonardo Cenacchi2026-05-14 13:09:332026-05-14 15:26:40Mio Fratello è un Vichingo
Lunedì 4 maggio ore 21.00 (VO con sottotitoli in italiano)
Mercoledì 6 maggio ore 15.00 (in collaborazione con SPI di Ferrara – Lega di Cento)
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Adattamento de “Lo straniero” di Albert Camus. Il meticoloso adattamento in bianco e nero di François Ozon evoca tutto il calore e la polvere del classico di Albert Camus. Benjamin Voisin (Estate ’85) interpreta l’enigmatico antieroe, personificazione affascinante e agghiacciante della crudeltà dell’imperialismo francese.
Lunedì 27 aprile ore 21.00 (VO – inglese – con sottotitoli in italiano)
Mercoledì 29 aprile ore 15.00
Marty Mauser (Timothée Chalamet) ha pochi soldi in tasca, un’irrefrenabile ossessione per il ping pong e la certezza di essere destinato alla grandezza. Dalla New York degli anni ’50 al Cairo, da Tokyo a Parigi, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi fra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario. Frenetico e travolgente, MARTY SUPREME di Josh Safdie è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina, ironia e tensione emotiva, diretto con ritmo sfrenato e interpretato magistralmente da un Timothée Chalamet da Oscar. Al suo fianco, un cast stellare che include Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma.
Mio Fratello è un Vichingo
Certe famiglie sembrano sopravvivere come sopravvivono le case battute dal vento del nord: inclinate, ferite, mai davvero al sicuro, eppure ancora in piedi. Mio fratello è un vichingo – The last viking entra proprio lì, in quello spazio fragile dove i legami di sangue si confondono con la colpa, con il ricordo, con l’impossibilità di tornare indietro. Anders Thomas Jensen firma un film che ha il sapore ruvido delle sue storie migliori: un cinema beffardo, malinconico, stralunato, capace di accarezzare il dolore con una risata sbilenca e di trasformare il grottesco in una forma lucidissima di umanità. Sotto la scorza eccentrica, tra corpi fuori asse e dialoghi che sembrano sempre sul punto di deragliare, pulsa infatti un racconto tenero e insieme spietato sul bisogno di essere visti, riconosciuti, amati, anche quando non si è più in grado di riconoscere sé stessi.
Fonte – TheHotCorn
Lo Straniero
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Adattamento de “Lo straniero” di Albert Camus. Il meticoloso adattamento in bianco e nero di François Ozon evoca tutto il calore e la polvere del classico di Albert Camus. Benjamin Voisin (Estate ’85) interpreta l’enigmatico antieroe, personificazione affascinante e agghiacciante della crudeltà dell’imperialismo francese.
Fonte – Mubi
Marty Supreme
Marty Mauser (Timothée Chalamet) ha pochi soldi in tasca, un’irrefrenabile ossessione per il ping pong e la certezza di essere destinato alla grandezza. Dalla New York degli anni ’50 al Cairo, da Tokyo a Parigi, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi fra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario.
Frenetico e travolgente, MARTY SUPREME di Josh Safdie è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla fra adrenalina, ironia e tensione emotiva, diretto con ritmo sfrenato e interpretato magistralmente da un Timothée Chalamet da Oscar. Al suo fianco, un cast stellare che include Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion e Tyler “The Creator” Okonma.
Fonte – IWonderPictures